Scrivere articoli per un blog “per me” non è cosa facile

Nel 2009, anno in cui aprii il mio primo blog http://cangiamutesta.blogspot.com pensavo fosse semplice scrivere.

Il blog “Cangiamutesta” era nato all’epoca per dar vita ad un progetto di comunicazione gestito dagli studenti del corso di laurea Filosofie e scienze della comunicazione e della conoscenza all’Università della Calabria.

Le pagine del blog sono piene di contenuti scritti a mio piacimento e senza alcuna organizzazione. In quegli anni, avendo pochissima esperienza in campo consideravo il blog come un ottimo strumento di comunicazione per sfogare la mia rabbia e il rifiuto contro qualcosa o qualcuno, nel caso del mio blog: la ndrangheta.

Oggi sono consapevole del fatto che un blog però non è una valvola di sfogo, o meglio non è solo quello.

Un blog personale avrà sicuramente uno scopo diverso rispetto ad un blog aziendale, un blog aziendale sarà diverso da un blog professionale. Differenze non poco determinanti e da tenere sotto controllo per chi si approccia al mondo del blogging.

Solo con gli anni ho capito che gestire seriamente un blog è un lavoro di analisi e impegno costante e soprattutto il blog non è una macchina per fare soldi facili, come tanti osano pensare.

Quanti articoli deve avere un blog?

Domanda che molti professionisti e imprenditori mi pongono prima di aprire un blog. In realtà non c’è una risposta definitiva, la quantità eccessiva di articoli non è segno di salute di un blog anzi…

Parlare tanto non significa parlare bene e farsi capire, chi è logorroico non attira l’attenzione di chi ascolta. Le parole servono quando abbiamo davvero qualcosa da dire, quindi se hai un blog non devi scrivere per forza un articolo al giorno te ne basta uno a settimana.

Ovviamente la costanza della scrittura è fondamentale, il lettore deve percepire fiducia e freschezza nei contenuti.

Come scrivere un articolo per il blog?   

La scrittura sembra cosa facile, tutti potenzialmente siamo capaci a scrivere. La lingua italiana è chiara a tutti o “quasi”, la scolarizzazione  di massa ci ha permesso negli anni di avere una buona base grammaticale e scrivere correttamente in italiano.

Un blog però non si nutre solo di grammatica, serve altro…

Prima di scrivere contenuti per un blog e ancor prima di scegliere l’argomento, la prima cosa che faccio costantemente è capire chi è il potenziale lettore, che informazioni cerca e soprattutto cosa mi aspetto che quel lettore faccia con il mio testo.  Un altro aspetto importante è la ricerca degli argomenti da trattare.

Come ricercare gli argomenti del blog?

Gli argomenti da trattare per il blog possono essere tanti e disparati, attenzione però a non rischiare di andare a mosca cieca senza alcun ordine. Una volta che mi è chiaro a chi voglio rivolgermi per la scrittura dei post, cerco gli argomenti con strumenti che il web mi offre.

Mi organizzo una mappa mentale per fare dei collegamenti e lavoro molto sulla semantica, ovvero sul significato delle parole e le nozioni che uso.

Prestare molta attenzione sul significato delle parole che usiamo è una pratica che dovremmo fare anche durante un comune scambio verbale con un amico.

 

Lo scopo di scrivere è ottenere l’attenzione di chi legge…

Leggere per intero un articolo e non solo il titolo, richiede attenzione da parte del lettore.  Se qualcuno leggerà il mio articolo per intero, vorrà dire che qualcosa ha funzionato.

I segnali di gradimento o disprezzo del mio lavoro li avverto subito ad esempio:  condivisioni del post, commenti, discussioni accese, critiche.

Oggi la condivisione dell’informazione è una pratica usuale di tutti coloro i quali hanno la necessità di dimostrare e ottenere il consenso dagli altri.

A me capita spesso, leggere post sui social di persone che condividono la foto dei libri che stanno leggendo o che cosa ancora più triste non hanno mai letto.

Condividere il sapere sui social è un atto che “secondo noi” ci possa aiutare ad aumentare la stima che gli altri hanno di noi sul piano culturale e cognitivo.

Se un articolo lo trovo interessante lo condivido sui social non solo affinché gli altri possano leggerlo ma lo faccio perché voglio che gli altri sappiano che sono una persona informata costantemente ed esperta in quella materia.

Per chi scrive, avere un pubblico di lettori fidelizzato che condivide e apprezza il proprio operato è una vittoria oltre che una grande soddisfazione.

Attirare l’attenzione del lettore non significa ricevere solo apprezzamenti…

Ricordiamo che un blogger non può avere sempre complimenti nei suoi post. Così come un politico non può ricevere sempre applausi durante i suoi comizi allo stesso modo chi scrive è soggetto a critiche accese, discussioni e a volte anche insulti poco piacevoli. Quando si è attaccati nei social o si ricevono commenti poco piacevoli sotto ai post del blog la migliore strategia è la calma. Rispondere con toni accesi e aggressivi non fa che peggiorare la situazione. Tuttavia bisogna considerare il fatto che chi commenta, esprime un suo punto di vista questa è la dimostrazione del fatto che il lettore ha prestato attenzione per un nostro testo.

Scrivere per i motori di ricerca o social network?

Su questo sarò molto diretto, esprimendo un mio netto punto di vista.

Premetto che non sono un esperto SEO.

Negli anni ho avuto la possibilità di scrivere molti contenuti per il web, alcuni di essi si sono posizionati sulle prime pagine di Google ma non mi definisco un guru della SEO.

Ho semplicemente applicato alcuni suggerimenti che gli esperti nei vecchi libri di Search Engine Optimization hanno provato a dare.

Quando sento parlare di posizionamento dei contenuti mi fermo un attimo e poi alla fine provo a far riflettere il mio interlocutore su due significati: motori di ricerca e social network.

Cos’è un motore di ricerca in pochissime parole?

Uno strumento in cui qualcuno scrive qualcosa per cercare qualcosa ed esso dovrà fornire informazioni pertinenti.

Cos’è un social network in scarsissime parole?

È un posto in cui qualcuno dice qualcosa a qualcun altro con la consapevolezza che gli altri leggeranno o peggio ancora spieranno la propria conversazione. Su facebook io cerco ben poco ma, guardo e spio, mi faccio un’idea di qualcuno. Condivido con altri cosa sto facendo, cosa sto mangiando, dove sto andando, come mi sento e soprattutto cosa sto leggendo e allo stesso tempo aspetto ansioso una reazione immediata degli altri: like, faccina, commento, condivisione.

Per trarre le mie conclusioni, dirò: scrivere contenuti per Google non è la stessa cosa di scrivere contenuti per Facebook e compagnia bella.

Esempio: se voglio posizionare un testo sui motori di ricerca usando la parola “patata” dovrò usare un linguaggio che usano l’utente di googlepatata google

Se invece vorrò comunicare ai fans della mia pagina facebook che le mie patate sono le più belle e buone del mondo, dovrò farlo con un linguaggio che attiri l’attenzione e possa far ridere e incuriosire gli altri.

Lo scopo di chi scrive per i social network è attirare l’attenzione il più possibile pur di ottenere condivisioni, like, commenti. Il messaggio deve arrivare a tutti, dovrà essere un messaggio sociale appunto.

Se scrivo per Google mi rivolgerò solo ad una nicchia di persone, esempio: il mio post si dovrà posizionare nei primi risultati di ricerca per coloro i quali in un determinato momento e in un determinato luogo cercano un negozio di patate biologiche.

Se hai in mente di aprire un blog e non hai idea di cosa scrivere o cose del genere prova a valutare di delegare il tutto a http://www.loscrivoperte.it

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